Free Hugs: modalità di compatibilità

COSA ODIA UN COSPLAYER?

Nelle fiere del fumetto, vediamo i cosplayer sempre allegri e sorridenti! Ma siamo davvero sicuri che tutto sia così bello? In questa rubrica raccoglierò tutti gli elementi che rovinerebbero la giornata in fiera ad un cosplayer, partendo proprio dal famoso free hugs

 

1- I FREE HUGGERS

IO ODIO I FREE HUGGERS! Parliamoci francamente: a cosa servono ad una fiera del fumetto? È più facile rispondere a domande filosofiche sul senso della vita del tipo “perché siamo nati?” o “cos’è la vita?” che non a trovare un’utilità concreta all’interno di una fiera.

Per chi non lo sapesse, il movimento “free-hugs” è nato qualche anno fa come un flash mob di piazza dove c’era gente (normalmente sulla trentina o anche più grande) che offriva gratuitamente un abbraccio in quanto si sta perdendo il vero significato di un piccolo gesto di tenerezza in una società che si sta chiudendo nei suoi problemi. Stanno lì, ferme, con un cartello con su scritto “free-hugs” e aspettano che qualcuno si avvicini per chiedere un abbraccio!

Ecco in una fiera del fumetto, tutto questo non esiste: ecco l’identikit dell’inutile free-huggers in fiera

  • Età: dai 12 ai 16 anni
  • Come riconoscerlo: Se è una ragazza indossa al 90% dei casi un “kigurumi” di Pikachu, o di un Unicorno o di Stitch. Se è un ragazzo, beh sembra appena uscito da una discoteca ed è così fuori luogo che è impossibile non riconoscerlo
  • Si sposta in branchi da 3 o più persone: maggiore è il loro numero e più alto sarà il rumore! È come se si sentissero in diritto di urlare e farsi sentire senza alcun motivo;

free hugs 1

Ma aspetto esteriore a parte, ciò che colpisce è il loro modo di operare: mi è capitato di osservarli e sentirli parlare tra loro durante le mie “pause pranzo” in fiera e, sinceramente, mi sono cascate le braccia. In estrema sintesi, loro non regalano un gesto carino ma sfruttano questo breve contatto fisico per rimorchiare! Infatti, ben consci del cartello che portano, se chiedi di abbracciarli, loro si fanno tranquillamente abbracciare (come in realtà dovrebbe essere) ma se li si osserva più attentamente, mentre passeggiano per le fiere, puntano un soggetto carino e attraente e corrono ad abbracciarlo!

A tutto questo si potrebbe ovviamente obiettare con un “Si ma si stanno solo divertendo! Che fastidio danno?”. Semplice: il loro comportamento è identico anche nei confronti dei cosplayer, con la sola differenza che il cosplayer, in quel momento, sta indossando un costume sul quale ci ha speso soldi e fatica e questi ragazzini non hanno alcuna delicatezza nell’approcciarsi! In molti casi ho sentito di persone letteralmente accerchiate da queste mandrie di ragazzini in piena tempesta ormonale che con la loro irruenza hanno rovinato (se non rotto del tutto) alcuni cosplay, o rovinato il trucco o body painting. Se poi la cosplayer è anche una ragazza, diventa oggetto di apprezzamenti molto pesanti! Ecco cosa mi dà fastidio: la loro inutilità nel contesto nerd e geek.

free hugs 2

E questo, per fortuna, non è sfuggito agli occhi degli organizzatori di fiere: in alcuni eventi dove è previsto uno sconto per il cosplayer, questo non viene concesso a chi porta un cartello “free-hugs” o a chi indossa un semplice kigurumi perché QUELLI NON SONO COSPLAY!!!!! In altri casi è addirittura vietato esporre questi cartelli, sintomo che questo fenomeno inizia ad essere davvero ingestibile non tanto per la bellezza che dovrebbe avere un abbraccio gratis quanto piuttosto per l’ignoranza e la maleducazione dei bimbetti che lo mettono in pratica.

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