He Never Died: Recensione

He Never Died non è un film adatto a tutti.

He Never Died non è per tutti: Questo per dare una prima scrematura alla massa di persone che cercano porcate con vampiri che scintillano, ragazzine con arco e frecce, oppure storie d’amore in improbabili scenari post-apocalittici.

 

Ho guardato He Never Died per puro caso, ignoravo chi fosse l’attore protagonista così come il regista.
Mi sono perciò approcciato alla pellicola in modo puro senza pregiudizi o aspettative.

Vi dirò che fui molto attratto dalla copertina e immaginavo di trovarmi di fronte una sorta di Sin City un po’ più hardcore con meno influenze fumettistiche.

Ci avevo azzeccato..almeno in parte.

He Never Died è un film che, specialmente nella parte iniziale, lascia molte cose in sospeso e sul non detto, in questo modo ogni spettatore si fa le proprie impressioni e congetture salvo poi sgretolarle completamente nella parte finale, dove la mascella mi è calata in basso ed ho esclamato:

Oh, Figooh..”

Questa sensazione di “ribaltamento” della carte in tavola mi ha ricordato molto Fight Club ma He Never Died , a causa delle tematiche che tratta, rende il processo ancora più sconvolgente facendo “trascendere” letteralmente le trama del film.

Bello bello BELLO!

La performance di Henry Rollins (protagonista) è veramente magistrale; il suo personaggio non parla molto se non nella parte finale del film, ed è lodevole come il suo linguaggio corporeo ed espressività buchino letteralmente lo schermo.

I personaggi non sono molti, alcuni ricorrono spesso durante la storia e prendono un significato preciso solo verso la fine.

He Never Died ti prende per la collottola e ti forza a guardare una serie di intrecci apparentemente privi di senso ma che, grazie ad una regia veramente sopra le righe, man mano che il ritmo cresce prendono concretezza ed originalità.

Come un puzzle il cui disegno prende forma piena solo dopo averlo completato.

Un plauso  per il comparto musicale,  i cambi di ritmo nelle scene in solitaria del protagonista,  facilitano l’immersione nel contesto del film e danno l’illusione di poter “capire” chi sia in realtà il misterioso “Jack”.

Non manca nemmeno un messaggio positivo, una lezione che anche i più anziani devono imparare; cioè che è molto più facile seguire i propri istinti, invece che i propri principi, ma a volte dobbiamo lottare contro la nostra stessa natura.

Pellicola consigliatissima per gli amati del Noir e dei film diversi dai soliti blockbuster, vi lascerà una strana sensazione in bocca ma ne sarà valsa la pena

“Fatti non foste per viver come bruti ma per seguire virtute e canonescenza” (Dante ,Inferno canto 26mo)

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